Dopo tutto questo tempo senza aggiornare il blog, ho deciso di tornare a scrivere.
Ho capito che fare post così lunghi e, onestamente, impegnativi da scrivere, mi toglie la voglia di applicarmici sul serio, quindi d'ora in poi il blog avrà un'impostazione più semplice e diretta, volta a raccogliere pensieri brevi o meno brevi. Ma bando alle ciance...
PENSIERI D'INFANZIA
La mia casa dà su una scuola elementare. Tutti i giorni dall'1.30 alle 2, orario di intervallo, le urla dei bambini riecheggiano nella mia camera. Non sono urla fastidiose, anzi. La loro vocine tutte insieme rendono impossibile distinguere cosa dicono, ma nel complesso emanano una vitalità e una gioia difficile da trovare negli adulti, specialmente in periodi come questi.
In quella stessa scuola, in quello stesso giardino immenso, ho corso io, quando avevo la loro età.
Non sono anziana, non sono nemmeno davvero "adulta", ho solo 21 anni eppure già comincio a dimenticare la mia infanzia. Quand'è che un bambino smette di correre e urlare felice, e diventa un triste impiegato con gli occhiali, chino tutto il giorno su un computer a fare calcoli? Quand'è che un bambino smette di correre e basa la sua vita sul pensiero dello stipendio di fine mese? Quand'è che i bambini smettono...?
Ho ricordi vaghi e spezzettati della mia infanzia.
Ricordo quella volta che sbagliai a capire il giorno della gita al Parco del Ticino, e restai a casa il giorno prima per meglio "prepararmi" alla giornata... scoprii in seguito che il giorno in cui rimasi a casa era il giorno effettivo della gita. Piansi un sacco.
Ricordo quando ero un maschiaccio, e giocavo sempre a calcio con i maschi della classe, perché ero una di loro, mentre le mie compagne si pettinavano e parlavano di bambole, io scambiavo carte dei Pokémon. Tra parentesi, io odio il calcio, adesso.
La mia era una generazione pulita. I primi pensieri verso il sesso opposto ricordo che nascevano verso la seconda media, ma rimanevano pensieri. Le ragazze più carine della classe si "fidanzavano" e baciavano i ragazzi, ma nulla di più. Oggi le cose sono parecchio cambiate e ciò mi rattrista molto...
Perchè i bambini hanno il desiderio irrefrenabile di diventare adulti? Non c'è niente di meglio che esser bambini. E molte delle cose che inizialmente ti fanno sentire "grande" poi in futuro, ti faranno sentire solo triste.
Mi manca la mia infanzia. Invidio i bambini che giocano spensierati, se ne fregano del domani, vivono giorno per giorno. Avremmo molto da imparare da loro. E il mondo, sarebbe sicuramente migliore se tutti ci ricordassimo di com'eravamo da bambini.